TASK FORCE ITALIA
ACCELERIAMO LE AZIENDE ITALIANE / SVILUPPIAMO IL SISTEMA PAESE!








Costruire un'Italia Migliore







TASK FORCE NAZIONALE
FUTURO DEL LAVORO, SCUOLA, UNIVERSITÀ,
SPORT E NEXT GEN


Giorgio Mulè, Vicepresidente, Camera dei deputati
La prima giornata delle Task Force Nazionali di CEOforLIFE, dedicata alla Mobilità Sostenibile e alle Smart Cities, è stata aperta da Giorgio Mulè. Il vicepresidente della Camera dei deputati ha sottolineato l’importanza del lavoro delle Task Force Nazionali, definendole “una sfida ardua, bella e importante, che dovrà fornire soluzioni non solo per le singole aziende”. Per Mulè, infatti, l’obiettivo deve essere più ampio: sviluppare progetti in grado di generare soluzioni collettive da presentare alle istituzioni.
A tal fine, il contributo fondamentale sarà rappresentato dai Position Paper, documenti strategici elaborati dalle Task Force Nazionali di CEOforLIFE per sintetizzare, valorizzare e comunicare il lavoro svolto su tematiche specifiche. Questi documenti saranno presentati il 9 dicembre 2025 presso la Sala Regina di Palazzo Montecitorio, un appuntamento che Mulè ha ricordato in chiusura del proprio intervento.

PROSPETTIVE E SFIDE

Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs, Intesa Sanpaolo
Il contesto attuale è caratterizzato da profonde trasformazioni sociali, tecnologiche e demografiche. L’Italia vive una crisi strutturale: tasso di natalità tra i più bassi al mondo, disoccupazione giovanile elevata (19,2%), mismatch tra domanda e offerta di lavoro con oltre 2,5 milioni di posizioni difficili da coprire, e una popolazione giovane numericamente ridotta. Così Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs di Intesa Sanpaolo, ha introdotto la giornata dedicata al tema Futuro del lavoro, scuola e università, sport & next gen, aggiungendo che nonostante ciò, il livello della ricerca accademica è alto e l’Education si conferma un asse strategico ma ancora in cerca di un’efficace connessione con il mercato del lavoro e con le sfide globali in atto.
L'obiettivo è costruire un ecosistema formativo più integrato e reattivo alle sfide contemporanee, in grado di sviluppare competenze chiave, anche attraverso strumenti come l’Osservatorio sull’evoluzione delle competenze e programmi formativi mirati. Serve un’alleanza tra imprese, università e istituzioni per una nuova Education che stimoli creatività, spirito critico e soft skill. L’Education deve diventare leva abilitante di una leadership futura consapevole, inclusiva, tecnologicamente preparata e strategicamente orientata allo sviluppo del Paese.

- Nuove competenze necessarie per il lavoro di domani
- Trasformazione costante del mercato del lavoro
- Mismatch tra domanda e offerta di competenze
- Calo demografico con impatti sull’occupazione
- Evoluzione dell’ecosistema formativo
- Sinergie concrete tra università, aziende e istituzioni
- Aggiornamento continuo per affrontare i cambiamenti
- Sviluppo di leadership adatta alle sfide globali
- Partenariati strategici tra mondo produttivo e accademico
- Focus su sostenibilità, creatività e inclusione
TECHNICAL OVERVIEW

Andrea Catizone, Practice Leader Futuro del lavoro, scuola e università, sport e next gen, Task force Italia
Il sistema educativo italiano è di eccellenza, ma non è pienamente allineato con le esigenze delle nuove generazioni e con le trasformazioni del mercato del lavoro. Secondo Andrea Catizone, Practice Leader Futuro del lavoro, scuola e università, sport e next gen, Task force Italia, i giovani faticano a trovare un senso nel percorso formativo tradizionale, che spesso appare ancorato a logiche del passato. Il mismatch tra formazione e realtà occupazionale è aggravato dalla difficoltà delle università nel gestire risorse e progettualità. Le competenze richieste oggi - e ancor più quelle del futuro - non sono ancora chiaramente identificate, mentre il sistema tende a replicare modelli educativi superati.
Serve una trasformazione sistemica e profonda del modello educativo, con percorsi formativi integrati, multidisciplinari e orientati alle competenze trasversali. È necessario rivedere il rapporto tra università e studenti, valorizzando la collaborazione e la co-creazione rispetto alla competizione. Occorre anche migliorare l’accessibilità economica allo studio, superare i condizionamenti socio-familiari e riconoscere il valore formativo di strumenti come lo sport. L’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie vanno comprese come alleate e non come nemiche. Infine, bisogna garantire che i fondi disponibili siano accompagnati dalla capacità di progettare e gestire con visione, concretezza e inclusività.

- Trasformazione dei modelli di lavoro e di vita
- Competenze trasversali necessarie per affrontare il futuro
- Rivoluzione silenziosa: i giovani cercano un rapporto diverso col lavoro
- Diritto allo studio e pari opportunità per tutti
- Finanziamenti e autonomia per il sistema formativo
- Orientamento come strumento chiave per guidare le scelte
- Ricerca e nuove tecnologie al servizio del futuro
- Benessere della persona al centro delle politiche
- Parità e inclusione come pilastri delle istituzioni moderne
- Nuove traiettorie di competenze per prepararsi ai cambiamenti
DISEGNO ISTITUZIONALE
Le politiche giovanili in Italia hanno storicamente sofferto di scarsa centralità nell'agenda politica e interministeriale. I giovani si trovano spesso privi di percorsi coerenti e strutturati che li guidino nella transizione dalla formazione al lavoro, spingendoli anche a espatriare. Nonostante alcune iniziative importanti come il Servizio Civile Universale, per Michele Sciscioli, Capo Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il sistema rimane frammentato e poco visibile. La mancanza di una visione integrata e l’eccessiva burocrazia rendono difficile costruire risposte efficaci.
L'obiettivo è costruire una rete di politiche giovanili coordinate, strutturate e visibili, che coinvolgano tutti i livelli istituzionali e anche gli attori privati. Il Servizio Civile Universale deve essere valorizzato come strumento di crescita, formazione e inclusione. Serve una pianificazione triennale delle azioni, superando la logica della rendicontazione annuale, per dare stabilità e coerenza alle iniziative. Le reti territoriali devono diventare il fulcro della transizione tra scuola e lavoro, offrendo ai giovani percorsi chiari, concreti e integrati con le reali esigenze del Paese.
Poi, l’On. Valentina Grippo, Vicepresidente Commissione Cultura della Camera dei Deputati, ha citato il dibattito tra formazione tecnico-scientifica e discipline umanistiche è ancora centrale. L’Italia ha tradizionalmente puntato su una solida base umanistica, spesso vista come sbilanciata rispetto alle competenze digitali e tecnologiche. Tuttavia, oggi si riconosce sempre più il valore delle cosiddette competenze trasversali: capacità critica, contestualizzazione, visione d’insieme. Anche sport e benessere psicofisico iniziano a essere visti come elementi funzionali alla formazione completa della persona.
Il futuro richiede una formazione ibrida: una base culturale ampia unita a competenze specialistiche verticali. Bisogna formare cittadini e professionisti capaci di adattarsi e guidare l’innovazione, non solo di subirla. Lo sport, come anche il Servizio Civile, deve essere parte integrante dei percorsi educativi, contribuendo allo sviluppo di soft skill, leadership e capacità relazionali. Serve un modello formativo che metta al centro la persona nella sua interezza, capace di gestire la complessità e interagire efficacemente con le nuove tecnologie.
Per facilitare il passaggio tra scuola e lavoro, il sistema educativo e politico italiano ha introdotto percorsi nuovi, come il modello 4+2 e il rafforzamento degli ITS. Tuttavia, per l’On. Tiziana Nisini, Vicepresidente della XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) della Camera dei Deputati, la comunicazione tra istituzioni e giovani è debole: le politiche esistono, ma non riescono a coinvolgere pienamente la Generazione Z. Il tasso di disoccupazione giovanile resta alto (19,2% ad aprile 2025) e la politica è percepita come distante dalle vere esigenze delle nuove generazioni.
È necessario un cambio di approccio: la politica, la scuola e le imprese devono parlare il linguaggio dei giovani, utilizzando strumenti comunicativi più vicini alla loro realtà. Bisogna creare entusiasmo, non imporre modelli del passato. I giovani cercano lavoro stabile ma anche coerente con il proprio benessere, flessibile e gratificante. Serve una politica attiva che non solo offra strumenti, ma che sappia anche ascoltare e coinvolgere direttamente chi quei percorsi li deve vivere.
Francesca Galli, Dirigente del Ministero dell'Università e della Ricerca, ha aggiunto che attualmente si registra un forte disallineamento tra l’offerta formativa universitaria e le esigenze del mondo del lavoro e della produzione. Nonostante l’aumento dei progetti e degli investimenti, soprattutto nei programmi di dottorato innovativi, la connessione strutturale tra università e imprese resta fragile. I percorsi di formazione restano spesso confinati all’interno dell’università, con limitata esposizione al contesto industriale e professionale reale.
Alla luce di ciò, l’università deve diventare un luogo aperto e connesso al tessuto produttivo. I percorsi formativi, in particolare i dottorati, devono prevedere esperienze all’interno delle imprese, valorizzando l’interazione tra ricerca e innovazione. L’obiettivo è superare il modello accademico autoreferenziale e formare profili capaci di contribuire attivamente alla produttività del Paese, mantenendo allo stesso tempo l’integrità scientifica e culturale dell’alta formazione.
Parlando di pubblica amministrazione, Giovanni Anastasi, Presidente di FORMEZ, ha citato il percorso di digitalizzazione che è stato intrapreso e che però, in molti casi, non è stato accompagnato da un reale ripensamento dei processi. L’innovazione rischia così di rimanere superficiale, trasformando strumenti tradizionali in versioni semplicemente digitali, senza migliorarne l’efficacia. Anche la gestione delle competenze è ancora troppo legata a logiche statiche, come quelle del curriculum tradizionale.
Serve un cambio di paradigma: la PA deve puntare su una digitalizzazione intelligente e su un modello di gestione delle risorse umane centrato sulla persona. Bisogna superare il curriculum statico e costruire strumenti capaci di raccontare il potenziale, le aspirazioni e il valore futuro dei candidati. Disintermediazione, trasparenza, velocità e responsabilità etica sono le nuove leve per costruire una pubblica amministrazione innovativa, capace di attrarre e valorizzare i talenti.
Gianluigi Viscardi, Presidente di Cluster Nazionale Fabbrica Intelligente, invece, ha affrontato il tema delle imprese manifatturiere che stanno affrontando una trasformazione rapida e profonda, ma faticano a tenere il passo per mancanza di competenze adeguate, di cultura digitale diffusa e di normative chiare e stabili. La formazione resta scollegata dalla realtà produttiva, con un divario tra giovani e mondo del lavoro ancora troppo ampio. Le piccole imprese, in particolare, sono spesso escluse dai grandi percorsi di innovazione, pur rappresentando un tessuto vitale dell’economia.
Serve un approccio integrato e collaborativo tra scuola, imprese e istituzioni, dove la formazione si svolga anche dentro le fabbriche, a stretto contatto con la realtà produttiva. Le competenze digitali devono includere anche la consapevolezza dei rischi (cybersecurity, gestione dei dati). I giovani devono essere valorizzati non come meri esecutori, ma come risorse attive di innovazione. È urgente insegnare anche il valore del tempo e favorire una cultura del lavoro fondata su condivisione, responsabilità e reciproco apprendimento tra generazioni.
L’On. Federico Mollicone, Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati, ha riportato che il Parlamento italiano, in particolare la VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, ha avviato una storica indagine conoscitiva sulla transizione digitale, consapevole della portata sistemica del cambiamento in atto. La rivoluzione tecnologica, e in particolare l’intelligenza artificiale, impatta direttamente sul mercato del lavoro: si stima che entro il 2035 circa 15 milioni di lavoratori italiani saranno coinvolti, con 6 milioni a rischio sostituzione. Le imprese, specialmente le PMI, non sono ancora pienamente pronte ad affrontare questo impatto.
È opportuno un nuovo modello culturale e formativo. Il Parlamento propone l’introduzione di nuove figure professionali come il manager dell’intelligenza artificiale, capace di guidare la transizione etica e produttiva nei contesti pubblici e privati. Il sistema formativo deve integrarsi maggiormente con il mondo del lavoro attraverso percorsi come il “4+2” e il rafforzamento degli ITS, puntando su una formazione tecnica avanzata, interdisciplinare e aggiornata in tempo reale. L’approccio deve essere antropocentrico, per garantire innovazione senza perdere di vista l’etica, la creatività e il valore umano.
Sull’operato del governo ha insistito anche l’On. Chiara Tenerini, XI Commissione (Lavoro pubblico e Privato) della Camera dei Deputati, per la quale in questa legislatura è stato spostato il focus dalle politiche assistenzialistiche verso politiche attive per il lavoro, ottenendo risultati storici in termini di occupazione generale, soprattutto a tempo indeterminato. Tuttavia, permangono forti criticità nell’occupazione giovanile e femminile, e una persistente presenza di lavoratori ‘NEET’. È stato respinto il salario minimo legale in favore del sostegno alla contrattazione collettiva di qualità, vista come strumento già largamente applicato in Italia.
L’approccio futuro prevede un rafforzamento della contrattazione collettiva, con incentivi ai rinnovi contrattuali che garantiscano non solo aumenti salariali ma anche tutele complementari (smart working, previdenza sanitaria, bonus per affitti e nidi). L’obiettivo è promuovere un sistema di protezione e valorizzazione dei lavoratori più efficace e articolato del salario minimo legale. Va inoltre completato il percorso di rinnovo dei contratti nella PA, con attenzione particolare a settori critici come sanità e istruzione.
Con Tommaso Stratta, Founder & Presidente di Young&Co, si è parlato di next gen: i giovani oggi vivono un contesto poco favorevole all'iniziativa imprenditoriale e alla valorizzazione delle competenze trasversali. Il sistema universitario è ancora troppo teorico e disallineato rispetto alle esigenze reali del mercato del lavoro. Persistono ostacoli culturali e burocratici che scoraggiano i giovani dal ‘buttarsi’ e costruire progetti autonomi. Il clima generale tende a privilegiare la sicurezza di un lavoro dipendente rispetto al rischio e all’innovazione.
Occorre un cambiamento culturale e sistemico che promuova fiducia nei giovani, valorizzi la leadership, l’educazione finanziaria, le soft skill e lo spirito imprenditoriale. Le università devono integrare la teoria con formazione esperienziale: team working, public speaking, negoziazione, gestione delle emozioni. Lo stage deve essere considerato un vero momento di apprendimento e non un lavoro mascherato. Dare fiducia ai giovani significa metterli nella condizione di esprimere potenziale, creatività e autonomia.
Poi, Valter Quercioli, Presidente di Federmanager, ha parlato delle competenze dei giovani che ne possiedono di avanzate, soprattutto nell’ambito digitale. Tuttavia, spesso sono esclusi dai processi decisionali e dalla cultura d’impresa. Le loro domande - scomode, profonde, orientate al senso e all’impatto - restano inascoltate. Questo non perché siano disinteressati o passivi, ma perché non vengono realmente ascoltati. Esiste ancora una distanza generazionale forte che ostacola il passaggio di conoscenza e responsabilità.
È necessario valorizzare i giovani come attori centrali del futuro dell’impresa, non solo come risorse in formazione. Serve un cambiamento culturale nelle aziende, affiancato da politiche pubbliche mirate, come voucher per favorire l’inserimento di manager under 40 e programmi strutturati di affiancamento intergenerazionale. Solo così sarà possibile garantire la continuità del business e costruire un passaggio di testimone evolutivo, non difensivo.


Michele Sciscioli
- Agenda Giovani come priorità nazionale
- Percorsi formativi coerenti per contrastare i NEET
- Connessione forte con i territori
Valentina Grippo
- Nuovo modello formativo con risorse globali
- Focus su competenze, tecnologia e sport
- Promozione di un equilibrio tra vita e lavoro
Tiziana Nisini
- Attivazione di politiche attive personalizzate
- Ridurre la distanza tra giovani e istituzioni
- Cambiare approccio con entusiasmo e ascolto
Chiara Tenerini
- Valorizzare l’occupazione di qualità
- Contrattazione collettiva per tutele e diritti
- Benessere a 360°, non solo retribuzione
Francesca Galli
- Rafforzare il rapporto tra scuola e imprese
- Innovazione e formazione al centro
- Crescita e sviluppo tramite percorsi condivisi
Giovanni Anastasi
- Essere innovativi e pronti ai cambiamenti
- Tecnologia come alleata del lavoro
- Cercare un nuovo equilibrio tra vita e lavoro
Federico Mollicone
- Inserimento di nuove figure professionali
- Innovazione tecnologica per imprese e istituzioni
- Gestire la trasformazione con S.M.M. e competenze
Tommaso Stratta
- I giovani hanno fiducia, ma serve guida
- Manca formazione adeguata per entrare nel lavoro
- Serve una cultura del fare impresa
Gianluigi Viscardi
- Costruire collaborazione concreta con le imprese
- Ascolto del mercato e delle sue reali richieste
- Crescita condivisa con tecnologia e innovazione
Valter Quercioli
- I giovani portano nuove domande
- Serve una nuova visione del lavoro
- Necessarie politiche attive e inclusiv

Calendario 2025
GIORNATE NAZIONALI:
- 14 ottobre 2025 – Milano
AWARDS:
- 11 novembre 2025 – Roma
REPORT BACK - MONTECITORIO:
- 9 dicembre 2025 – Roma
STAKEHOLDER
Giovanni Anastasi, Presidente, FORMEZ | Andrea Catizone, Practice Leader Futuro del lavoro, scuola e università, sport e next gen, Task force Italia | Giordano Fatali, President & Founder, CEOforLIFE - Task Force Italia | Francesca Galli, Dirigente, Ministero dell'Università e della Ricerca | On. Valentina Grippo, Vicepresidente Commissione Cultura, Camera dei Deputati | On. Federico Mollicone, Presidente della VII Commissione (Cultura, Scienze e Istruzione), Camera dei Deputati | On. Tiziana Nisini, Vicepresidente della XI Commissione (Lavoro pubblico e privato), Camera dei Deputati | Valter Quercioli, Presidente, Federmanager | Michele Sciscioli, Capo Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, Presidenza del Consiglio dei Ministri | Tommaso Stratta, Founder & Presidente, Young&Co | On. Chiara Tenerini, XI Commissione (Lavoro pubblico e Privato), Camera dei Deputati | Gianluigi Viscardi, Presidente, Cluster Nazionale Fabbrica Intelligente | Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs, Intesa Sanpaolo | Gino Angiolillo, Direttore Risorse Umane, INPS Servizi | Anna Benini, Founder & CEO, LianeCare | Michele Bianchi, Head of AI, Futureberry | Maria Bosco, Matematica e Content creator, Geopop | Daria Braga, Direttore, Fondazione Laures Italia ETS | Annalisa Calastretti, Worksphere BU Director, Il Prisma | Stefano Carone, Managing Partner & Shareholder, Il Prisma | Andrea Catizone, Practice Leader Futuro del lavoro, scuola e università, sport e next gen, Task Force Italia | Gianfranco Chimirri, Chief People Officer, SACE | Kristin Engvig, CEO, Win & Winconference | Francesca Fossi, Head of Talent Acquisition, Vodafone + Fastweb | Raffaele Fusilli, Amministratore Delegato, Renault Italia | Silvia Gabbioneta, Country Inclusion & Diversity Manager, Nokia Italia | Renato Genovese, Partner, Chiomenti | Paola Giacomantonio, Chief Human Resources Officer, Bancomat S.p.A. | Rosario Grimaldi, Head of office, retail & alternative markets, InvestiRE SGR | Alessandro Ladiana, Communication Manager & Employee Engagement Manager, TP Italia | Daniele Landi, Professore Associato, Università degli Studi di Bergamo | Renato Lastaria, General Manager, Bosch Italia | Giovanni Lo Storto, Strategic Advisor Transformative Learning | Michele Luglio, Docente, Università di Roma Tor Vergata, Presidente, RomARS | Marco Valerio Morelli, Amministratore Delegato, Mercer Italia | Stefano Pacchioli, COO – Executive Board Member, Dorna WSBK Dorna Italy Holding | Riccardo Patriarca, Industrial Systems Engineering, Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale, Università la Sapienza | Michele Rabaiotti, Partner, Wise Growth | Walter Rizzetto, Presidente della XI Commissione Lavoro pubblico e privato, Camera dei Deputati | Gianluca Rossi, Vice President Human Resources and Organization, Dhl Supply Chain Italy | Andrea Rossi, Amministratore Delegato & Direttore Generale, Università Campus Biomedico | Riccardo Santilli, Head of Humanities Domain, Italiacamp | Davide Tassi, Head of Sustainability, Enav Group | Nicoletta Tomiselli, Enav Operations, ENAV | Alberto Yates, Regional Director, Booking.com | Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs, Intesa Sanpaolo
METODOLOGIA
PIATTAFORMA DI ACCELERAZIONE INCREMENTALE
Gruppi di lavoro di scopo e permanenti,
finalizzati ad accelerare gli
OBIETTIVI AZIENDALI
in termini di:
REPUTATION
BUSINESS
AWARENESS
Fasi di accelerazione dell'obiettivo aziendale:
FASE 1. OBIETTIVO/PROGETTO
(Identificare l'Obiettivo aziendale da accelerare, da piano strategico, piano industriale o Business Plan).
FASE 2. TEAM
(Definire e costruire il Team di progetto per l'accelerazione dell'obiettivo aziendale).
FASE 3. ROUND TABLE ANNUALE DI KICK OFF (RB/BB/AB)
(Realizzazione della Round Table annuale di Kick off per l'accelerazione dell'obiettivo aziendale).
FASE 4. APPROFONDIMENTI "ONE TO ONE"
- BUSINESS/PROJECT MATCH AD HOC (BB)
(Realizzazione di incontri one2one di approfondimento - lunch, dinner, caffè, web conference, organizzati ad hoc - tra l'azienda owner dell'obiettivo/progetto da accelerare e altri stakeholder, già presenti nella Round Table oppure non presenti, utili all'accelerazione dell'obiettivo aziendale, come per esempio: CEO, Manager, Istituzioni centrali, Istituzioni locali, Associazioni, Università, ecc).
- SHAKE HANDS NEI MEETING (BB)
(Realizzazione di incontri one2one di approfondimento, durante le Giornate Nazionali in calendario, tra l'azienda owner dell'obiettivo/progetto da accelerare e altri stakeholder presenti nelle Giornate Nazionali - come per esempio: CEO, Manager, Istituzioni centrali, Istituzioni locali, Associazioni, Università, ecc. - utili all'accelerazione dell'obiettivo aziendale).
FASE 5. GIORNATE NAZIONALI (BB/AB)
(Partecipazione dei Manager dell'Azienda owner dell'obiettivo/progetto da accelerare alle altre Giornate Nazionali in calendario, finalizzata: 1. alla prosecuzione dell'accelerazione dell'obiettivo/progetto in termini di shake hands, 2. alla diffusione della conoscenza dell'obiettivo/progetto aziendale, 3. alla realizzazione di uno speech di comunicazione del SAL e di ulteriore chiamata alla partecipazione al proprio obiettivo/progetto aziendale verso altri stakeholder; 4. ad obiettivi di formazione; 5. ad obiettivi di benchmarking e networking).
FASE 6. COMMUNICATION PLAN (RB/AB)
(Identificazione e realizzazione di un piano di accelerazione della conoscenza dell'obiettivo/progetto aziendale attraverso la programmazione di una serie di pubblicazioni e interviste social media, organizzate da Task Force Italia su indicazione dell'azienda).
FASE 7. AWARDS (RB/BB/AB)
(Partecipazione del CEO e dei Manager dell'azienda owner dell'obiettivo/progetto da accelerare alle giornate di Awards in calendario nel mese di novembre e dicembre, finalizzate: 1. alla premiazione dell'obiettivo/progetto; 2. alla realizzazione di uno speech di promozione del proprio obiettivo/progetto; 3. alla diffusione della conoscenza dell'obiettivo/progetto aziendale verso tutti gli stakeholder del network CEOforLIFE e Task Force Italia - Istituzioni, Media, Aziende, Associazioni, Mondo Giovanile, ecc. ; 4. all'amplificazione degli obiettivi di posizionamento e di reputation dell'azienda).
FASE 8. POSITION PAPER/ MANIFESTO NAZIONALE di ciascuna Task Force Nazionale (RB/AB)
(Inserimento e pubblicazione: 1. della descrizione dell'obiettivo/progetto aziendale da accelerare - obiettivo, call4ideas, give back - all'interno del Position Paper - Manifesto Nazionale inerente all'area tematica in cui insiste il obiettivo/progetto aziendale; 2. degli interventi/speech degli stakeholder aziendali intervenuti durante le Round Table delle Giornate Nazionali svolte; 3. elaborazione di sintesi delle analisi di scenario ("As is") e della proposte di intervento ("To be") emerse durante le giornate nazionali).
FASE 9. INSTITUTIONAL REPORT BACK (RB/BB/AB)
(Partecipazione del CEO e dei Manager dell'azienda owner dell'obiettivo/progetto da accelerare alla giornata di presentazione Istituzionale di Report Back che avverà il 9 dicembre 2025 presso Palazzo Montecitorio - Sala della Regina - alla presenza di Istituzioni, Media, Aziende, ecc).
Legenda:
(RB) = Reputation Booster
(BB) = Business Booster
(AB) = Awareness Booster
ROUND TABLE ANNUALE DI KICK OFF
Il percorso di accelerazione dell’obiettivo aziendale inizia con la Round Table Annuale di Kick Off, un momento cruciale per l’avvio delle attività del gruppo di lavoro interaziendale costituito ad hoc. In questa fase, i partecipanti, tra cui leader aziendali, istituzionali e accademici, si riuniscono per delineare la direzione strategica dell’anno, condividendo visioni e obiettivi comuni rispetto all'accelerazione desiderata dall'azienda owner del team di progetto e dell'obiettivo aziendale (da piano industriale, strategico o business plan) da accelerare. Il Kick Off non è solo un evento simbolico, ma rappresenta il primo passo verso la definizione di un programma di lavoro coeso e allineato. Ogni delegato porta con sé esperienze, aspettative e idee, creando un fertile terreno di discussione che servirà a dare forma ai successivi interventi. Si stabiliscono obiettivi chiari, si concordano le priorità e si individua un quadro temporale per le azioni future. Questo incontro inaugura un ciclo continuo di confronti e aggiornamenti che caratterizzeranno tutto l’anno, con la consapevolezza che ogni fase successiva avrà come presupposto il successo di questa prima, fondamentale, sessione di lavoro. L’importanza della continuità inizia qui: l’efficacia del lavoro di accelerazione si costruisce sulla capacità di mantenere alta l’attenzione e l’impegno durante tutto il periodo che seguirà.
BUSINESS MATCH AD HOC
La seconda fase, i Business Match ad hoc (pranzi, cene, caffè, webconf, call), si sviluppa come un vero e proprio periodo di approfondimento one to one tra l'azienda owner del team di progetto e ciascuno stakeholder identificato, coinvolto o da coinvolgere. Dopo il Kick-Off, i partecipanti sono invitati a entrare in contatto diretto con realtà imprenditoriali e istituzionali pertinenti ai loro obiettivi. Durante i Business Match, le aziende si confrontano, esplorano opportunità di collaborazione e avviano sinergie che dovranno tradursi in azioni concrete. È il momento in cui si mettono alla prova le idee espresse e i piani delineati nella Round Table di kick off annuale. Ogni incontro rappresenta una possibilità per affinare le strategie e costruire ponti tra diverse realtà, tanto più necessari in un contesto complesso come quello del sostenere gli obiettivi aziendali. Qui, la continuità è essenziale, poiché ogni connessione e partnership è una tessera del mosaico che dovrà integrarsi in modo armonioso nelle fasi successive.
SHAKE HANDS NEI MEETING
Gli incontri, descritti come “Shake Hands”, simboleggiano il momento in cui la stretta di mano "organizzata" all'interno dei meeting in calendario nella piattaforma diventa il simbolo di un impegno reciproco: un’alleanza che va oltre le parole e si traduce in azioni concrete. Questi momenti offrono una ulteriore occasione di stimolare il business e potenziare le relazioni.
GIORNATE NAZIONALI
Le Giornate Nazionali sono un’opportunità straordinaria per accelerare il progresso degli obiettivi aziendali. Durante tutto l'anno, vengono organizzati incontri stile Barcamp che incentivano la collaborazione tra le diverse realtà coinvolte. La continuità, ancora una volta, non è solo un fattore di pianificazione, ma una caratteristica fondante di questo modello, dove i progetti avviati nei mesi precedenti sono ribaditi e rafforzati in un contesto nazionale di accelerazione continua e incrementale.
COMMUNICATION PLAN
Il Communication Plan (pubblicazioni e interviste social e media) rappresenta uno strumento fondamentale per diffondere i risultati delle azioni intraprese e aumentare la consapevolezza sul mercato rispetto agli obiettivi aziendali. Con un piano di comunicazione mirato, le Task Force hanno l’opportunità di consolidare la visibilità delle iniziative dell'azienda, di generare engagement e di stimolare un’azione concreta a livello locale e nazionale. Attraverso media tradizionali, social e eventi specifici, l’obiettivo è creare un impatto duraturo e di lungo periodo. La fase di comunicazione non si limita a un solo evento, ma si articola in una strategia che evolve durante tutto l’anno, mantenendo il focus sui progressi e sugli impatti.
AWARDS
Gli Awards sono l’opportunità per premiare l’impegno e l’eccellenza, ma anche per rafforzare la reputazione di coloro che hanno contribuito in modo significativo al successo degli obiettivi aziendali. Durante la cerimonia di premiazione, si celebra l’impatto del progetto aziendale e si riconoscono i risultati raggiunti. Gli Awards sono molto più di un semplice riconoscimento: rappresentano un elemento di visibilità e di valorizzazione per le aziende, le istituzioni e i leader coinvolti, creando un circolo virtuoso di maggiore fiducia, affiliazione e impegno. È in questa fase che la reputazione delle realtà coinvolte subisce un significativo boost, alimentando una spirale positiva che stimola ulteriori collaborazioni e investimenti.
POSITION PAPER
Il Position Paper Annuale è un documento strategico che sintetizza i risultati raggiunti, le sfide affrontate e le soluzioni proposte dalle aziende all'interno delle Task Force Nazionali. Questo documento rappresenta una sintesi di tutto il lavoro svolto e serve come riferimento per definire le politiche future. La redazione del Position Paper è un passaggio decisivo per consolidare il lavoro svolto e per mantenere alta l’attenzione sull’importanza degli obiettivi aziendali. Il Position Paper non è solo uno strumento di comunicazione, ma un’azione politica che incide direttamente sul quadro legislativo e operativo. La sua stesura e diffusione sono fondamentali per mantenere la continuità del lavoro durante tutto l’anno, rafforzando il legame tra le diverse entità coinvolte.
INSTITUTIONAL REPORT BACK ANNUALE – PALAZZO MONTECITORIO
La fase finale dell’anno, il Report Back Annuale, è l’atto conclusivo di un ciclo che non si ferma mai. Durante questo evento, che si tiene presso Palazzo Montecitorio, vengono presentati i risultati ottenuti e il programma dei lavori per l’anno successivo. Il Report Back non è solo un aggiornamento, ma una vera e propria rendicontazione pubblica, una verifica dell’impatto che le aziende, con i loro progetti accelerati nelle Task Force Nazionali, hanno avuto e una valutazione delle priorità e azioni future. È il momento in cui l’operato delle Task Force Nazionali viene messo a disposizione delle Istituzioni, in particolare del Governo e del Parlamento, per una discussione costruttiva. Questo momento finale conferma l’importanza della continuità: i risultati del primo anno sono solo il punto di partenza per gli sviluppi successivi, e il ciclo di accelerazione continua, ancor più forte e definito, per affrontare le sfide dell’anno successivo.
La metodologia di lavoro delle Task Force Nazionali è suddivisa in quattro step chiave. Ogni fase guida un percorso strutturato per accelerare progetti, sviluppare idee, creare valore condiviso e rafforzare il dialogo tra istituzioni, imprese e società civile.
STEP 1: OBIETTIVO (da accelerare)
Attività principali:
Descrizione: Definizione chiara dell'obiettivo specifico da raggiungere
SAL (Stato Avanzamento Lavori): Monitoraggio dell'avanzamento per garantire che ogni iniziativa proceda secondo quando deciso dal gruppo di lavoro
Stakeholder: Identificazione e coinvolgimento degli attori chiave, progressivo e continuo allargamento a nuovi stakeholder
Aspettative: Chiarificazione dei risultati attesi e delle priorità da mettere subito in campo
STEP 2: CALL 4 IDEAS
Attività principali:
Project Team: Composizione del gruppo di lavoro più adatto, ad incremento di nuovi stakeholder
Your Ideas: Raccolta e valorizzazione delle idee innovative sulla tematica posta nell'obiettivo da accelerare
Your Goals: Definizione di obiettivi specifici per ogni azienda parte del team
Stakeholder: Coinvolgimento attivo di vari livelli di stakeholder nella generazione di idee
STEP 3: GIVE BACK
Attività principali:
Progetti: Implementazione di iniziative concrete
Leggi: Proposte legislative e supporto normativo
Cultura: Promozione di una cultura inclusiva e innovativa che restituisce valore alla comunità e rinforza il senso di responsabilità sociale della TFN
STEP 4: NEXT STEPS
Attività principali:
Awards: Riconoscimenti per le migliori pratiche e contributi
Position Paper: Documenti strategici per influenzare le politiche future
Government SAL: Collaborazione istituzionale per monitorare lo stato di avanzamento
✅ Vantaggi complessivi
- 1.Chiarezza e strutturazione
- 2.Partecipazione attiva e diretta
- 3.Innovazione continua
- 4.Impatto tangibile
- 5.Riconoscimento e sviluppo

OBIETTIVI-PROGETTI
Nuovi modelli per la mobilità e le città future
Il Prisma
“L’evoluzione degli spazi di lavoro: come riprogettare ambienti per collaborare, crescere ed innovare”.
Enav Group
“Gen z, sostenibilità e nuovi paradigmi per il mondo del lavoro”.
Round Table Obiettivo
“Talent attraction e nuove strategie per crescita e produttività di impresa”.
Dorna WSBK
“Sport e STEM: strategie per un mondo del lavoro gender equal e sostenibile".
Il Prisma
“L’evoluzione degli spazi di lavoro: come riprogettare ambienti per collaborare, crescere ed innovare”

L’obiettivo del team di lavore sarà aiutarsi a definire le domande corrette in grado di stimolarci verso soluzioni davvero ottimali, che bilancino gli obiettivi di core business aziendali con le necessità dei lavoratori: da "Dove lavorare?" a "Come lavorare?", da “Quale modello di lavoro?” a “Quale esperienza lavorativa?”. Re-immaginare gli spazi diventa un tassello fondamentale per supportare il modello scelto e favorire l'esperienza dei collaboratori in termini di collaborazione, connettività, innovazione, mentorship e sviluppo delle competenze, elementi chiave che guidano le prestazioni e rafforzano la salute delle organizzazioni.
Stefano Carone, Managing Partner & Shareholder, Il Prisma

Gino Angiolillo, Direttore Risorse Umane, INPS Servizi

Annalisa Calastretti, Worksphere BU Director, Il Prisma

Renato Genovese, Partner, Chiomenti

Paola Giacomantonio, Chief Human Resources Officer, Bancomat S.p.A.

Rosario Grimaldi, Head of office, retail & alternative markets, InvestiRE SGR

Giovanni Lo Storto, Strategic Advisor Transformative Learning

Marco Valerio Morelli, Amministratore Delegato, Mercer Italia

Andrea Rossi, Amministratore Delegato & Direttore Generale, Università Campus Biomedico

Alberto Yates, Regional Director, Booking.com

Stefano Carone
- Definire le giuste domande su dove, come e con quale modello lavorare
- Stimolare soluzioni ottimali tra esigenze aziendali e bisogni dei lavoratori
- Progettare una nuova esperienza lavorativa
Gino Angiollillo
- Superare il binomio norme/controlli, sperimentare modelli nuovi
- Valorizzare il full remote senza perdere appartenenza
- Promuovere sostenibilità e benessere, evitando approcci precostituiti
Renato Genovese
- Servono nuove visioni e una disciplina agile
- Lavoro come confronto e scambio tra esperienze diverse
- Spazi ripensati per valorizzare le risorse umane e le opportunità
Annalisa Calastretti
- Lo spazio fisico come abilitatore della relazione
- Favorire una migliore esperienza di lavoro
- Promuovere coesione, ascolto e crescita del team
Paola Giacomantonio
- La persona al centro: ascolto, responsabilità e fiducia
- Spazi che abilitano benessere e appartenenza
- Centralità delle relazioni autentiche
Rosario Grimaldi
- Gli uffici come spazi attrattivi e motivanti
- Condivisione e flessibilità come leva di miglioramento
- Investimenti negli ambienti per far emergere il potenziale umano
Giovanni Lo Storto
- Spazi per favorire apprendimento e trasformazione
- Sostenere il cambiamento continuo
- Creare comunità e valorizzare le nuove competenze
Alberto Yates
- Promuovere prossimità e condivisione
- L’ufficio non solo funzionale, ma abilitante
- Formazione, sostenibilità e spazi flessibili
Andrea Rossi
- I momenti chiave richiedono presenza
- Servono spazi per l’ascolto e la consapevolezza
- Ripensare gli ambienti per una crescita armonica
Sintesi
Negli ultimi anni, lo spazio di lavoro è stato spesso considerato un elemento funzionale, secondario, mentre oggi è diventato centrale nel ripensare i modelli organizzativi e formativi. Da qui ha preso il via la Round Table de Il Prisma e l’intervento di Stefano Carone, Managing Partner & Shareholder dell’azienda. Con la diffusione del lavoro ibrido, le aziende si interrogano sul senso del tornare in presenza. Lo spazio fisico non ha più solo una funzione operativa, ma relazionale, culturale e identitaria. Tuttavia, manca ancora una piena consapevolezza del valore esperienziale dello stare insieme.
Lo spazio lavorativo deve trasformarsi in un luogo di relazione, condivisione e costruzione culturale. Serve una progettazione che favorisca l’identità del gruppo, il benessere, l’apprendimento e la collaborazione. Gli uffici devono diventare ‘piattaforme aperte’, ‘parchi giochi’ della produttività e ‘luoghi di ritualità sociale’, come il pranzo condiviso. Non è più questione di presenza o assenza, ma di dare un significato all’esperienza condivisa nel luogo di lavoro.
Il tema degli spazi di lavoro va di pari passo con quello del lavoro da remoto, possibilità che INPS Servizi - un caso particolare nel panorama delle società partecipate, essendo interamente controllata da INPS e operante sotto un doppio vincolo, tra normativa privatistica e controllo pubblico - fornisce a quasi tutto il personale, distribuito in sedi territoriali senza un vero luogo fisico centrale. Questa totale disintermediazione, riportata da Gino Angiolillo, Direttore Risorse Umane di INPS Servizi, ha compromesso la costruzione di identità, appartenenza e coesione interna, elementi tradizionalmente garantiti dalla condivisione dello spazio di lavoro.
In generale, serve ripensare i modelli di lavoro ibrido, non solo tecnicamente ma culturalmente, regolando obiettivi e ruoli in modo più flessibile e orientato alla responsabilizzazione. La sfida è creare partecipazione e senso di comunità anche a distanza, attraverso spazi simbolici, obiettivi condivisi e modelli retributivi coerenti. La sostenibilità organizzativa deve coniugare efficienza, benessere dei dipendenti e valore per il sistema Paese.
Tuttavia, secondo Annalisa Calastretti, Worksphere BU Director de Il Prisma, lo spazio di lavoro è ancora troppo spesso interpretato in modo rigido e tradizionale, trascurando il suo potenziale come fattore abilitante. La progettazione degli ambienti non sempre tiene conto della varietà delle persone, dei modelli cognitivi, della necessità di inclusività, collaborazione e benessere. L’incoerenza tra organizzazione dello spazio e comportamento della leadership mina la cultura aziendale e l’efficacia relazionale.
L’ufficio deve diventare un ecosistema esperienziale, dove le persone possano esprimere al meglio il proprio potenziale, collaborare, innovare e crescere. È necessario progettare spazi che facilitino gli ‘inciampi’ creativi, che siano inclusivi e sostenibili, e che riflettano una leadership coerente e partecipativa. Solo così si potrà promuovere una cultura del lavoro autentica, condivisa e appassionata.
Se il lavoro è profondamente cambiato, il quadro normativo italiano non ha ancora un assetto organico capace di guidare con chiarezza questa trasformazione. Ne ha parlato così Renato Genovese, Partner di Chiomenti, che ha citato le attuali norme (come la legge 81/2017 e il protocollo nazionale sul lavoro agile) che contengono elementi utili ma non sufficientemente integrati. Gli obblighi giuridici rischiano di essere percepiti solo come adempimenti burocratici, anziché come occasioni di investimento strategico sull’organizzazione e sul benessere del lavoratore.
Per queste ragioni, è necessario un approccio che vada oltre la mera conformità normativa. Le imprese devono considerare lo spazio di lavoro - fisico, digitale o ibrido - come strumento di espressione della cultura aziendale. Serve una gestione consapevole e attenta di aspetti contrattuali, sicurezza, disconnessione, privacy e continuità operativa, specialmente in ambienti condivisi. Il diritto, da vincolo, deve diventare leva abilitante per progettare ambienti di lavoro sostenibili, sicuri e coerenti con i valori aziendali.
Negli ultimi anni, come ribadito da Paola Giacomantonio, Chief Human Resources Officer, Bancomat S.p.A., il benessere delle persone nei contesti lavorativi è diventato un elemento centrale nella definizione delle strategie organizzative. La scelta di ambienti sostenibili, funzionali e accoglienti contribuisce a creare un’esperienza lavorativa positiva e a rafforzare il senso di appartenenza. Parallelamente, si diffonde sempre più un modello di lavoro flessibile, basato su fiducia e responsabilità individuale, che consente la gestione autonoma di tempi e spazi. La valorizzazione delle performance, la promozione della meritocrazia e l’attenzione al benessere psicofisico completano un approccio che punta a integrare risultati e qualità della vita lavorativa.
Le organizzazioni del futuro dovranno continuare a investire in modelli inclusivi e sostenibili, capaci di coniugare efficienza e centralità della persona. Il rafforzamento della cultura della fiducia, la cura dello sviluppo individuale e la creazione di ambienti di lavoro coerenti con i valori di equità e responsabilità saranno leve fondamentali per attrarre talenti e generare valore duraturo.
Poi, Rosario Grimaldi, Head of office, retail & alternative markets di InvestiRE SGR ha parlato del contesto attuale, dove l'attrattività di un immobile a uso ufficio non è più solo una questione estetica, ma rappresenta una leva strategica che incide direttamente sulla redditività e sulla resilienza dell’investimento. Un edificio riqualificato, efficiente e ad alte prestazioni è maggiormente richiesto, viene occupato con più facilità ed è quindi fonte di reddito stabile. Dopo la pandemia, la concezione dell’ufficio è profondamente cambiata: non è più solo un luogo di lavoro individuale, ma uno spazio di relazione, condivisione e crescita. Gli ambienti devono essere pensati per favorire l’interazione tra colleghi, dando valore a spazi comuni, sale riunioni e aree dedicate al benessere come palestre o zone relax. Le aziende, per attrarre le persone in ufficio, cercano oggi ambienti di alta qualità, disposte anche a sostenere costi maggiori se questi spazi contribuiscono a migliorare la produttività e l’engagement dei team.
In prospettiva, il mercato immobiliare legato agli uffici dovrà continuare a investire nella qualità e nella flessibilità degli spazi, puntando sulla rigenerazione del patrimonio esistente. L’ufficio sarà sempre più un abilitatore di business, capace di generare valore e stimolare la performance collettiva. Per gli investitori, ciò significa focalizzarsi su prodotti che rispondano alle nuove esigenze di utilizzo, in particolare nelle grandi città, dove la domanda è più sensibile alla qualità dell’offerta. Parallelamente, sarà necessario ripensare anche le dinamiche economiche nelle città secondarie, dove i costi di riqualificazione e i canoni attuali rappresentano ancora un ostacolo alla trasformazione sostenibile degli spazi.
Anche Giovanni Lo Storto, Strategic Advisor Transformative Learning, ha parlato del contesto aziendale e territoriale che è oggi al centro di una trasformazione urgente e che richiede nuove modalità di apprendimento, non più limitate alla sola formazione tecnica. La diffusione di competenze nelle imprese spesso è ancora lineare, centrata sulla trasmissione verticale del sapere. Tuttavia, i cambiamenti rapidi e strutturali del mondo del lavoro dimostrano che molti ruoli del futuro non esistono ancora, e i sistemi tradizionali non sono più sufficienti.
È necessario creare ambienti e modelli capaci di stimolare l’apprendimento trasformativo e collettivo. La corporate academy non deve solo fornire competenze, ma generare comunità di apprendimento che valorizzino il confronto, la contaminazione tra territori, supply chain e imprese. Il sapere va costruito insieme, in spazi che favoriscano il dialogo e la consapevolezza, rendendo le persone protagoniste del cambiamento. Le aziende devono diventare piattaforme educative vive, inclusive e partecipative.
Altri spazi che, oltre ad essere di lavoro, sono di studio e per questo ancor più importanti sono quelli universitari. Ne ha parlato Andrea Rossi, Amministratore Delegato e Direttore Generale dell’Università Campus Bio-Medico, per il quale il modello universitario tradizionale, focalizzato solo sulla formazione accademica, mostra i suoi limiti di fronte a un contesto in rapido cambiamento.
Per questo, l’università deve evolvere in un ecosistema formativo continuo, esperienziale e integrato con il mondo produttivo. Occorre offrire ai giovani spazi trasformativi e multidisciplinari, favorire l’apprendimento permanente e rafforzare le corporate academy. La nuova missione è accompagnare le persone lungo tutta la vita, sostenendo lo sviluppo di competenze tecniche e trasversali in contesti ibridi, dinamici e relazionali, in cui l’innovazione si costruisce insieme.
Infine, con Alberto Yates, Regional Director di Booking.com, si è parlato di come dovrebbe essere un ambiente lavorativo coerente con i propri valori aziendali, come il successo condiviso, la collaborazione e l'apprendimento continuo. Gli spazi fisici, concepiti come open space, riflettono tali valori, incentivando inclusività e condivisione. La cultura aziendale è omogenea in tutti gli uffici globali e punta fortemente sulla formazione a tutti i livelli. È inoltre centrale il tema della sostenibilità, integrata non solo nella progettazione degli spazi, ma anche nella selezione dei fornitori.
Lo spazio di lavoro deve diventare sempre più un’estensione autentica della cultura aziendale, capace di abilitare la crescita professionale e personale. Occorre continuare a costruire ambienti che promuovano l’inclusione, la sostenibilità e la connessione umana. Il lavoro deve essere uno spazio in cui poter esprimere sé stessi, apprendere costantemente e contribuire in modo condiviso alla visione comune, rafforzando l’identità collettiva a livello globale.
PROGETTI
- Ricerca e condivisione di esperienze legate al lavoro
- Progettazione partecipata basata su esigenze reali
- Creazione di tavoli di confronto tra lavoratori e mercato
- Mettere in contatto giovani, istituzioni e imprese
- Scambio intergenerazionale per riattivare energie e idee
- Riqualificazione degli spazi dedicati al lavoro da casa
- Supporto strutturale allo smartworking
LEGGI
- Normative che favoriscano nuovi modelli lavorativi
- Introduzione di nuovi contratti per una maggiore flessibilità
- Confronto continuo tra imprese e legislatori per aggiornare la normativa
CULTURA
- Promuovere una nuova cultura del lavoro basata su partecipazione e coinvolgimento bottom-up
- Includere la dimensione umana e spaziale nei processi di cambiamento
- Coinvolgere i più giovani (anche bambini) per raccogliere visioni future e domande autentiche

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Fasi di accelerazione dell'obiettivo aziendale:
FASE 1. OBIETTIVO/PROGETTO
(Identificare l'Obiettivo aziendale da accelerare, da piano strategico, piano industriale o Business Plan).
FASE 2. TEAM
(Definire e costruire il Team di progetto per l'accelerazione dell'obiettivo aziendale).
FASE 3. ROUND TABLE ANNUALE DI KICK OFF (RB/BB/AB)
(Realizzazione della Round Table annuale di Kick off per l'accelerazione dell'obiettivo aziendale).
FASE 4. APPROFONDIMENTI "ONE TO ONE"
- BUSINESS/PROJECT MATCH AD HOC (BB)
(Realizzazione di incontri one2one di approfondimento - lunch, dinner, caffè, web conference, organizzati ad hoc - tra l'azienda owner dell'obiettivo/progetto da accelerare e altri stakeholder, già presenti nella Round Table oppure non presenti, utili all'accelerazione dell'obiettivo aziendale, come per esempio: CEO, Manager, Istituzioni centrali, Istituzioni locali, Associazioni, Università, ecc).
- SHAKE HANDS NEI MEETING (BB)
(Realizzazione di incontri one2one di approfondimento, durante le Giornate Nazionali in calendario, tra l'azienda owner dell'obiettivo/progetto da accelerare e altri stakeholder presenti nelle Giornate Nazionali - come per esempio: CEO, Manager, Istituzioni centrali, Istituzioni locali, Associazioni, Università, ecc. - utili all'accelerazione dell'obiettivo aziendale).
FASE 5. GIORNATE NAZIONALI (BB/AB)
(Partecipazione dei Manager dell'Azienda owner dell'obiettivo/progetto da accelerare alle altre Giornate Nazionali in calendario, finalizzata: 1. alla prosecuzione dell'accelerazione dell'obiettivo/progetto in termini di shake hands, 2. alla diffusione della conoscenza dell'obiettivo/progetto aziendale, 3. alla realizzazione di uno speech di comunicazione del SAL e di ulteriore chiamata alla partecipazione al proprio obiettivo/progetto aziendale verso altri stakeholder; 4. ad obiettivi di formazione; 5. ad obiettivi di benchmarking e networking).
FASE 6. COMMUNICATION PLAN (RB/AB)
(Identificazione e realizzazione di un piano di accelerazione della conoscenza dell'obiettivo/progetto aziendale attraverso la programmazione di una serie di pubblicazioni e interviste social media, organizzate da Task Force Italia su indicazione dell'azienda).
FASE 7. AWARDS (RB/BB/AB)
(Partecipazione del CEO e dei Manager dell'azienda owner dell'obiettivo/progetto da accelerare alle giornate di Awards in calendario nel mese di novembre e dicembre, finalizzate: 1. alla premiazione dell'obiettivo/progetto; 2. alla realizzazione di uno speech di promozione del proprio obiettivo/progetto; 3. alla diffusione della conoscenza dell'obiettivo/progetto aziendale verso tutti gli stakeholder del network CEOforLIFE e Task Force Italia - Istituzioni, Media, Aziende, Associazioni, Mondo Giovanile, ecc. ; 4. all'amplificazione degli obiettivi di posizionamento e di reputation dell'azienda).
FASE 8. POSITION PAPER/ MANIFESTO NAZIONALE di ciascuna Task Force Nazionale (RB/AB)
(Inserimento e pubblicazione: 1. della descrizione dell'obiettivo/progetto aziendale da accelerare - obiettivo, call4ideas, give back - all'interno del Position Paper - Manifesto Nazionale inerente all'area tematica in cui insiste il obiettivo/progetto aziendale; 2. degli interventi/speech degli stakeholder aziendali intervenuti durante le Round Table delle Giornate Nazionali svolte; 3. elaborazione di sintesi delle analisi di scenario ("As is") e della proposte di intervento ("To be") emerse durante le giornate nazionali).
FASE 9. INSTITUTIONAL REPORT BACK (RB/BB/AB)
(Partecipazione del CEO e dei Manager dell'azienda owner dell'obiettivo/progetto da accelerare alla giornata di presentazione Istituzionale di Report Back che avverà il 9 dicembre 2025 presso Palazzo Montecitorio - Sala della Regina - alla presenza di Istituzioni, Media, Aziende, ecc).
Legenda:
(RB) = Reputation Booster
(BB) = Business Booster
(AB) = Awareness Booster
Enav Group
“Gen z, sostenibilità e nuovi paradigmi per il mondo del lavoro”

Obiettivo del Team di Lavoro sarà lavorare sul coinvolgimento della Generazione Z in azienda, riguardo i temi della sostenibilità e non solo. I lavori si concentreranno sul confronto e la riflessione per migliorare l'approccio verso i giovani
Davide Tassi, Head of Sustainability, Enav Group

Michele Bianchi, Head of AI, Futureberry

Maria Bosco, Matematica e Content creator, Geopop

Riccardo Patriarca, Industrial Systems Engineering, Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale, Università la Sapienza

Michele Rabaiotti, Partner, Wise Growth

Riccardo Santilli, Head of Humanities Domain, Italiacamp

Nicoletta Tomiselli, Enav Operations, ENAV

Davide Tassi
- Lavorare sul coinvolgimento della Gen Z in azienda
- Focus su sostenibilità e temi connessi
- Stimolare riflessione e confronto per migliorare l'approccio ai giovani
Michele Bianchi
- Formazione olistica, adattata al contesto
- Sviluppare competenze relazionali e networking
- Sapere fare e sapere essere per crescere
Maria Bosco
- Fare divulgazione accessibile e aperta a tutti
- Risvegliare la curiosità e il pensiero critico
- Conoscere i meccanismi della realtà con semplicità
Riccardo Patriarca
- Nuovo modello di didattica per avvicinare alle STEM
- Attività pratiche come giornate di tutoraggio e orientamento
- Stimolare interesse e curiosità scientifica
Michele Rabaiotti
- Favorire una mentalità più accogliente e stimolante
- Legittimare un nuovo approccio al lavoro
- Equilibrio tra vita, valori e benessere
Riccardo Santilli
- Nuova didattica basata su sperimentazione e pratica
- Educazione come visione sostenibile
- Andare oltre le conoscenze teoriche
Nicoletta Tomiselli
- Visite didattiche e PCTO per avvicinare i giovani al lavoro
- Contatto concreto con aziende e professioni
- Colmare il divario tra teoria e realtà vissuta
Sintesi
Davide Tassi, Head of Sustainability di ENAV Group, ha introdotto la Round Table di ENAV parlando della sostenibilità, che è diventato asse strategico dell’identità dell’azienda, sia per ragioni etiche che di posizionamento competitivo. L’azienda è carbon neutral dal 2024, è stata riconosciuta a livello internazionale per le proprie performance ESG, e lavora costantemente per dialogare con la Generazione Z tramite linguaggi e strumenti innovativi. Questo impegno nasce sia da una visione di impresa civile sia da esigenze concrete di talent acquisition e attrattività per gli investitori.
Per mantenere la leadership e rafforzare il legame con le nuove generazioni, ENAV deve continuare a reinventare la narrazione aziendale in chiave giovane e partecipativa. È necessario evolvere da un approccio ‘informativo’ a uno realmente inclusivo e co-creativo, in cui i giovani siano protagonisti nella costruzione di senso, identità e azione sostenibile. L'impresa del futuro è un luogo che forma, ispira e accoglie attraverso scelte concrete, valori coerenti e linguaggi accessibili.
Un altro tema trattato è stato quello della formazione. Michele Bianchi, Head of AI di Futureberry ha affermato che la formazione rivolta alla Generazione Z è spesso ancora centrata su un trasferimento di conoscenze top-down, con poca attenzione all’ambiente esperienziale e al contesto sociale e tecnologico in cui i giovani vivono. C'è una crescente consapevolezza che le sole hard skill non bastano: servono anche saper fare e soprattutto saper essere, ovvero l’attitudine, la consapevolezza e la capacità di relazionarsi.
La formazione deve diventare esperienziale, inclusiva e relazionale, in grado di integrare ispirazione, sperimentazione e apprendimento collettivo. Occorre creare ambienti ibridi (fisici e digitali) in cui si apprenda attraverso il confronto, il fare e la contaminazione tra discipline. L’IA deve essere uno strumento abilitante, non sostitutivo, e stimolare pensiero critico, creatività e responsabilità etica.
Per rendere la formazione più appetibile è fondamentale la comunicazione. Su questo lavora Geopop: Maria Bosco, Matematica e Content creator di Geopop ha spiegato che la comunicazione, in particolare quella della scienza, è spesso percepita come elitaria e distante, mentre i giovani vivono la scelta universitaria con ansia e incertezza, spesso influenzati da una visione del sapere scollegata dalla realtà o da passioni autentiche. Il linguaggio accademico può essere un ostacolo, e le scelte formative sembrano più vincolate all’’utilità’ lavorativa che alla curiosità.
Serve una narrazione più accessibile, coinvolgente e autentica della scienza, che riporti l’entusiasmo originario della scoperta. Il racconto scientifico deve mostrare come la passione per la conoscenza possa trasformarsi in carriere concrete, stimolanti e non convenzionali. I social media possono diventare un ponte potentissimo tra sapere e giovani, aiutandoli a scoprire sé stessi prima ancora che ‘cosa fare da grandi’.
Oltre a quello della comunicazione, per Riccardo Santilli, Head of Humanities Domain di Italiacamp, uno dei problemi del sistema educativo italiano è l’essere ancorato a una logica disciplinare verticale e funzionale, in cui scuola e impresa faticano a dialogare in modo realmente trasformativo. Le imprese spesso cercano competenze pronte all’uso, mentre le scuole faticano a innovare la propria didattica. In mezzo, gli studenti vivono l’apprendimento come estrattivo, finalizzato al solo impiego, spesso senza comprenderne il senso.
In risposta a questo fenomeno, è opportuna un’educazione sostenibile, che non formi per l’urgenza immediata del mercato, ma per la resilienza nel tempo. Le scuole devono diventare laboratori di ricerca e sperimentazione interdisciplinare, mentre le imprese devono smettere di considerare gli studenti come ‘prodotti finiti’ e iniziare a co-progettare percorsi capaci di coltivare competenze, attitudini e senso. I giovani non cercano solo un lavoro: cercano prospettiva e significato.
Sulla formazione, con un occhio di riguardo a quella universitaria, ha preso la parola anche Riccardo Patriarca, Industrial Systems Engineering, Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale dell’Università la Sapienza. Le università, in particolare quelle più grandi e strutturate come La Sapienza, faticano ancora a coinvolgere una platea sufficientemente ampia e diversificata di studenti nelle discipline STEM, specialmente quelle percepite come ‘elitarie’. Il linguaggio tecnico, i percorsi didattici rigidi e l’alto tasso di abbandono nei primi anni riflettono un modello formativo ancora troppo distante dalla realtà e dalle esigenze della Generazione Z.
Occorre una nuova didattica universitaria che sia orientata all’inclusione, alla curiosità e all’impatto reale. Serve coinvolgere precocemente le studentesse e gli studenti con azioni di tutoraggio nelle scuole, creare percorsi di orientamento esperienziali e progetti che stimolino l’entusiasmo. L’obiettivo è rendere attrattive e accessibili le carriere tecniche, abbattendo stereotipi e migliorando la retention attraverso una formazione che valorizzi creatività e senso del fare.
Poi, Michele Rabaiotti, Partner di Wise Growth, ha citato la fatica che le organizzazioni fanno nel trattenere e coinvolgere la Generazione Z, che rifiuta modelli lavorativi rigidi, totalizzanti e gerarchici. I giovani chiedono spazi di autonomia, equilibrio vita-lavoro e contesti stimolanti, ma troppo spesso vengono ancora giudicati con schemi valoriali del passato.
Per essere davvero attrattive e inclusive, le organizzazioni devono evolversi verso modelli flessibili, relazionali, e aperti al pluralismo generazionale. Serve accettare che i giovani non cercano il ‘posto fisso’ ma la valorizzazione delle competenze, la possibilità di apprendere e crescere e di sentirsi rispettati come persone, non solo come lavoratori.
Ha chiuso la Round Table Nicoletta Tomiselli, Enav Operations di ENAV, spiegando che la conoscenza del lavoro di ENAV tra i giovani è ancora parziale, e spesso limitata alla figura del pilota. Le scuole aeronautiche formano studenti motivati, ma la consapevolezza della complessità e ricchezza delle professioni legate al controllo del traffico aereo è spesso assente. Inoltre, la partecipazione femminile a questi percorsi rimane ancora marginale.
Diventa fondamentale promuovere una cultura dell’orientamento più ampia e precoce, capace di valorizzare tutte le professioni dell’aviazione, anche quelle meno visibili. ENAV può continuare a giocare un ruolo chiave nel mostrare ai giovani - e soprattutto alle ragazze - che dietro ogni volo sicuro ci sono tecnologia, lavoro di squadra e competenze tecniche evolute, accessibili a tutti.
PROGETTI
- Valorizzare il talento giovanile con approcci modulari e inclusivi
- Creare condizioni di lavoro favorevoli per far fiorire le competenze
- Favorire l’inserimento lavorativo tramite collaborazioni mirate
- Promuovere una visione umanistica dell’educazione per il XXI secolo
- Valorizzare i contributi specifici delle persone per una crescita consapevole
LEGGI
- Garantire più fluidità e percorsi multidisciplinari nello studio
- Introdurre normative per colmare il gap di genere nelle materie STEM
CULTURA
- Promuovere una nuova cultura del lavoro centrata sui giovani
- Insegnare a riconoscere pattern e ragionamenti anziché solo nozioni
- Educare all’anticipazione del futuro, riducendo l’attesa passiva
- Superare il dilettantismo e promuovere una cultura dell’esperto
- Investire in aziende che credono e puntano sul futuro delle nuove generazioni

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Fasi di accelerazione dell'obiettivo aziendale:
FASE 1. OBIETTIVO/PROGETTO
(Identificare l'Obiettivo aziendale da accelerare, da piano strategico, piano industriale o Business Plan).
FASE 2. TEAM
(Definire e costruire il Team di progetto per l'accelerazione dell'obiettivo aziendale).
FASE 3. ROUND TABLE ANNUALE DI KICK OFF (RB/BB/AB)
(Realizzazione della Round Table annuale di Kick off per l'accelerazione dell'obiettivo aziendale).
FASE 4. APPROFONDIMENTI "ONE TO ONE"
- BUSINESS/PROJECT MATCH AD HOC (BB)
(Realizzazione di incontri one2one di approfondimento - lunch, dinner, caffè, web conference, organizzati ad hoc - tra l'azienda owner dell'obiettivo/progetto da accelerare e altri stakeholder, già presenti nella Round Table oppure non presenti, utili all'accelerazione dell'obiettivo aziendale, come per esempio: CEO, Manager, Istituzioni centrali, Istituzioni locali, Associazioni, Università, ecc).
- SHAKE HANDS NEI MEETING (BB)
(Realizzazione di incontri one2one di approfondimento, durante le Giornate Nazionali in calendario, tra l'azienda owner dell'obiettivo/progetto da accelerare e altri stakeholder presenti nelle Giornate Nazionali - come per esempio: CEO, Manager, Istituzioni centrali, Istituzioni locali, Associazioni, Università, ecc. - utili all'accelerazione dell'obiettivo aziendale).
FASE 5. GIORNATE NAZIONALI (BB/AB)
(Partecipazione dei Manager dell'Azienda owner dell'obiettivo/progetto da accelerare alle altre Giornate Nazionali in calendario, finalizzata: 1. alla prosecuzione dell'accelerazione dell'obiettivo/progetto in termini di shake hands, 2. alla diffusione della conoscenza dell'obiettivo/progetto aziendale, 3. alla realizzazione di uno speech di comunicazione del SAL e di ulteriore chiamata alla partecipazione al proprio obiettivo/progetto aziendale verso altri stakeholder; 4. ad obiettivi di formazione; 5. ad obiettivi di benchmarking e networking).
FASE 6. COMMUNICATION PLAN (RB/AB)
(Identificazione e realizzazione di un piano di accelerazione della conoscenza dell'obiettivo/progetto aziendale attraverso la programmazione di una serie di pubblicazioni e interviste social media, organizzate da Task Force Italia su indicazione dell'azienda).
FASE 7. AWARDS (RB/BB/AB)
(Partecipazione del CEO e dei Manager dell'azienda owner dell'obiettivo/progetto da accelerare alle giornate di Awards in calendario nel mese di novembre e dicembre, finalizzate: 1. alla premiazione dell'obiettivo/progetto; 2. alla realizzazione di uno speech di promozione del proprio obiettivo/progetto; 3. alla diffusione della conoscenza dell'obiettivo/progetto aziendale verso tutti gli stakeholder del network CEOforLIFE e Task Force Italia - Istituzioni, Media, Aziende, Associazioni, Mondo Giovanile, ecc. ; 4. all'amplificazione degli obiettivi di posizionamento e di reputation dell'azienda).
FASE 8. POSITION PAPER/ MANIFESTO NAZIONALE di ciascuna Task Force Nazionale (RB/AB)
(Inserimento e pubblicazione: 1. della descrizione dell'obiettivo/progetto aziendale da accelerare - obiettivo, call4ideas, give back - all'interno del Position Paper - Manifesto Nazionale inerente all'area tematica in cui insiste il obiettivo/progetto aziendale; 2. degli interventi/speech degli stakeholder aziendali intervenuti durante le Round Table delle Giornate Nazionali svolte; 3. elaborazione di sintesi delle analisi di scenario ("As is") e della proposte di intervento ("To be") emerse durante le giornate nazionali).
FASE 9. INSTITUTIONAL REPORT BACK (RB/BB/AB)
(Partecipazione del CEO e dei Manager dell'azienda owner dell'obiettivo/progetto da accelerare alla giornata di presentazione Istituzionale di Report Back che avverà il 9 dicembre 2025 presso Palazzo Montecitorio - Sala della Regina - alla presenza di Istituzioni, Media, Aziende, ecc).
Legenda:
(RB) = Reputation Booster
(BB) = Business Booster
(AB) = Awareness Booster
Round Table Obiettivo
“Talent attraction e nuove strategie per crescita e produttività di impresa”

Obiettivo del team di lavoro sarà quello di condividere best practices ed accelerare progetti innovativi che consentano il superamento del problema della carenza di lavoratori e talenti. I lavori si concentreranno sulle strategie per la diffusione di partenariati pubblico-privati efficaci che mettano concretamente in contatto domanda ed offerta di lavoro tramite l’Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni dell’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche.
Walter Rizzetto, Presidente della XI Commissione Lavoro pubblico e privato, Camera dei Deputati
Andrea Catizone, Practice Leader Futuro del lavoro, scuola e università, sport e next gen, Task Force Italia

Walter Rizzetto, Presidente della XI Commissione Lavoro pubblico e privato, Camera dei Deputati

Andrea Catizone, Practice Leader Futuro del lavoro, scuola e università, sport e next gen, Task Force Italia

Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs, Intesa Sanpaolo

Anna Benini, Founder & CEO, LianeCare

Gianfranco Chimirri, Chief People Officer, SACE

Francesca Fossi, Head of Talent Acquisition, Vodafone + Fastweb

Michele Luglio, Docente, Università di Roma Tor Vergata, Presidente, RomARS

Gianluca Rossi, Vice President Human Resources and Organization, Dhl Supply Chain Italy

Walter Rizzetto
- Il futuro del lavoro sarà connesso alla tecnologia e all’automazione
- Serve formazione continua per stare al passo
- Gender gap e lavoro femminile: ancora molte criticità da risolvere
Andrea Catizone
- Le competenze devono seguire la trasformazione del lavoro
- Non solo nozioni, ma relazione, cura, capacità critiche
- Condividere per generare benessere e valore
Elisa Zambito Marsala
- Attrazione dei talenti attraverso università e imprese
- Il talento non va stimolato, ma riconosciuto
- Serve consapevolezza e pari opportunità per valorizzare tutti
Anna Benini
- Conciliare vita e lavoro è cruciale per la motivazione
- Il talento va riconosciuto anche in chi non lo sa di avere
- Valorizzare le diversità come leva strategica
Francesca Fossi
- La scelta tra certezze e opportunità è oggi una sfida centrale
- Valorizzazione interna dei talenti per costruire fiducia
- Serve formazione accessibile, anche per iniziare a lavorare già dentro l’azienda
Gianfranco Chimirri
- Mancanza di produttività è un problema europeo
- Necessario un approccio basato su trasformazione costante
- Ripensare competenze e costruire ecosistemi capaci di attrarre
Michele Luglio
- Spopolamento universitario e disallineamento scuola-lavoro
- Il sistema attuale non intercetta i talenti
- Serve flessibilità e cultura di base solida
Gianluca Rossi
- Il mismatch nasce da mancato allineamento tra domanda e formazione
- Le aziende non trovano talenti, ma cercano profili ideali
- Servono valori chiari, flessibilità e visione comune
Sintesi
Il mercato del lavoro italiano è attraversato da cambiamenti rapidi e strutturali: innovazione tecnologica, invecchiamento demografico, mismatch formativo e mutati valori generazionali. Le imprese faticano a trovare competenze adeguate, mentre giovani e lavoratori cambiano atteggiamento nei confronti del lavoro, chiedendo flessibilità, benessere e significato. La politica, invece, arranca nel tentativo di stare al passo con un mondo che evolve più velocemente della capacità normativa. Questo è il quadro disegnato da Walter Rizzetto, Presidente della XI Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei Deputati, il quale ha aggiunto che è opportuna una visione sistemica e integrata che leghi produttività, innovazione, occupabilità e inclusione. Occorre investire in formazione continua, rafforzare il dialogo sociale e modernizzare gli strumenti di welfare. La partecipazione dei lavoratori alla vita d’impresa, il welfare aziendale, la certificazione delle competenze e un nuovo patto generazionale diventano i pilastri per affrontare la trasformazione in corso e rendere il lavoro più equo, sostenibile e attrattivo.
Elisa Zambito, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs di Intesa Sanpaolo ha insistito sulle minacce per il mercato del lavoro rappresentate da un lato del declino demografico e dalla fuga dei cervelli; dall’altro la difficoltà strutturale nel valorizzare i talenti presenti sul territorio. I giovani spesso si trovano bloccati da percorsi rigidi, privi di reali opportunità, con modelli aziendali e universitari non aggiornati al contesto attuale. Le università, pur di alta qualità, non sono ancora sufficientemente utilizzate come hub strategici di attrazione e crescita.
Le organizzazioni, le istituzioni e le università italiane devono fare sistema per diventare piattaforme attive di valorizzazione, inclusione e attrazione dei talenti, italiani e internazionali. Serve un nuovo patto intergenerazionale e interistituzionale che punti su educazione inclusiva, internazionalizzazione, contrasto alla fuga dei cervelli e contaminazione tra mondo accademico e produttivo. Solo così il talento smetterà di essere un concetto astratto e diventerà una leva reale per il futuro del Paese.
In Italia, inoltre, esiste un mismatch invisibile legato alla cura, che si traduce in una perdita silenziosa di competenze e produttività, soprattutto femminile. Molti lavoratori, in particolare donne, secondo Anna Benini, Founder & CEO di LianeCare, abbandonano prematuramente il lavoro o non riescono ad accedere pienamente alle opportunità professionali a causa di responsabilità di caregiving non riconosciute né sostenute da un sistema pubblico carente.
Le politiche per il lavoro devono riconoscere la cura come una variabile strutturale e non emergenziale, promuovendo strumenti concreti di conciliazione, parità genitoriale e supporto ai caregiver. Le aziende devono essere alleate attive di questo cambiamento, ma serve un intervento pubblico deciso: congedi di paternità più equi, servizi accessibili e un nuovo patto culturale e normativo che faccia della cura una responsabilità condivisa, non penalizzante.
Per Gianluca Rossi, Vice President Human Resources and Organization di Dhl Supply Chain Italy, il mismatch nel mercato del lavoro non deriva da una carenza di talenti, ma da una carenza di allineamento tra le esigenze delle imprese e l’offerta dei candidati. Le cause principali sono una formazione poco orientata al lavoro, un orientamento inefficace dei giovani e una scarsa comunicazione tra sistema educativo, imprese e istituzioni. I giovani rifiutano ambienti percepiti come rigidi e impersonali, e cercano flessibilità, crescita e appartenenza.
Perciò occorre costruire un ecosistema fondato su un dialogo costante tra scuola, università, aziende e istituzioni, con percorsi di formazione mirati e spendibili. Le aziende devono puntare su modelli centrati sulla persona, offrendo flessibilità, esperienze all’estero, smart working e valori autentici. Solo così sarà possibile attrarre e trattenere i nuovi talenti, rispondendo alle loro aspettative e ricostruendo un nuovo patto tra lavoro e individuo.
Anche secondo Gianfranco Chimirri, Chief People Officer di SACE, il mismatch oggi è principalmente legato alla mancanza di produttività, non tanto per carenza di risorse, quanto per un disallineamento tra le competenze disponibili e quelle realmente richieste dal mercato. Nonostante i massicci investimenti in tecnologie, le imprese faticano a trarne valore perché manca un sistema efficace di sviluppo delle competenze. L’approccio diffuso è ancora basato sulla logica del ‘plug-in’, ovvero la ricerca del profilo già pronto all’uso, inadeguata rispetto alla rapidità con cui cambiano le skill richieste.
Serve un cambio di paradigma: passare dalla logica del ‘profilo pronto’ a quella del ‘future fit’. Le aziende devono puntare su persone con agilità di apprendimento, capacità di adattarsi e reinventarsi, sostenute da sistemi formativi strutturati. Lo Stato deve favorire questo cambio attraverso politiche attive mirate, condivisione trasparente dei dati sulle competenze, e un’Industria 5.0 che defiscalizzi non solo l’investimento tecnologico, ma anche quello sulle competenze necessarie per utilizzarlo.
Francesca Fossi, Head of Talent Acquisition di Vodafone + Fastweb, ha portato il punto di vista delle compagnie telefoniche, oggi, impegnate in un processo di integrazione, si muovono in un contesto di forte trasformazione tecnologica e organizzativa. Il mismatch tra domanda e offerta di competenze è aggravato da un sistema educativo ancora poco allineato alle richieste del mercato e da una necessità interna di aggiornamento continuo delle competenze digitali, data la rapida evoluzione del settore Telco.
Le due aziende mirano a valorizzare il capitale umano interno, mappando le competenze esistenti e promuovendo percorsi di upskilling e reskilling continui, anche attraverso strumenti di AI e piattaforme avanzate di apprendimento. Allo stesso tempo, puntano a ridurre il digital divide con iniziative rivolte alle scuole, programmi di formazione accessibili a tutti e collaborazioni attive con università e istituti di formazione. L’obiettivo finale è creare un ambiente di lavoro umano, ascoltante e inclusivo, capace di attrarre e trattenere i talenti.
A proposito di talenti e formazione, è intervenuto Michele Luglio, Docente all’Università di Roma Tor Vergata, Presidente di RomARS, che ha riportato il progressivo calo dell’università italiana sia quantitativo che qualitativo nell’offerta formativa, in particolare nelle discipline STEM. Il corso di laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni a Tor Vergata, ad esempio, è passato da 140 a 30 immatricolati l’anno, mentre il Politecnico di Milano è sceso da 400 a 70 nello stesso periodo. Parallelamente, si è assistito a una perdita di motivazione da parte degli studenti, a una crescente difficoltà di frequenza e preparazione, e a un sistema che ha privilegiato competenze ‘pratiche’ a scapito delle basi teoriche. Anche la relazione strutturata tra università e impresa nella didattica resta debole o assente.
Per invertire la rotta si suggerisce un cambiamento radicale e anticipato, a partire già dalle scuole elementari, alimentando il desiderio di sapere tecnico-scientifico. È necessario rafforzare la collaborazione tra università e imprese nella formazione, adottando strumenti più flessibili e tempestivi come master e scuole di specializzazione. Al tempo stesso, è fondamentale valorizzare il lavoro dei neolaureati, evitando di proporre stage sottopagati o contratti precari che ne mortificano le competenze. Il talento si trattiene anche offrendo ambienti di ricerca vivi e stimolanti, dove i giovani possano continuare a crescere professionalmente.
Infine, Andrea Catizone, Practice Leader Futuro del lavoro, scuola e università, sport e next gen di Task Force Italia, ha parlato dell’università italiana, nonostante il suo valore istituzionale, fatica ad adattarsi ai nuovi bisogni delle giovani generazioni e del mondo del lavoro. La lezione frontale tradizionale non riesce più ad attrarre o stimolare, e spesso la formazione si concentra sull'acquisizione nozionistica, trascurando competenze pratiche e trasversali. C'è una frammentazione di buone pratiche che restano isolate, senza impatto sistemico. Inoltre, permangono rigidità nella conciliazione tra lavoro, educazione e vita privata, che ostacolano un pieno esercizio della genitorialità e del ruolo educativo.
Serve ripensare la formazione come un ecosistema fluido e collaborativo, capace di unire università, imprese e istituzioni in modo strutturale. Bisogna favorire l’apprendimento attivo, partecipativo e orientato allo sviluppo personale e sociale, oltre che professionale. Occorre rafforzare l’internazionalizzazione, valorizzare i progetti eccellenti rendendoli sistema, e promuovere politiche educative che includano anche la cura e la relazione intergenerazionale. La sfida è formare cittadini consapevoli e competenti, capaci di abitare il cambiamento con spirito critico e responsabilità.
PROGETTI
- Sviluppare strategie e partnership pubblico-private per favorire l’incontro tra domanda e offerta
- Avviare progetti per attrarre e trattenere i talenti, con focus su formazione e crescita
- Promuovere formazione accessibile e continua, anche direttamente in azienda
- Coinvolgere le persone nella costruzione di nuovi modelli lavorativi
- Usare la trasformazione come leva per ripensare competenze e ruoli
LEGGI
- Favorire normative che incentivino flessibilità e adattamento ai nuovi contesti
- Integrare nella legislazione strumenti che permettano percorsi formativi misti (studio/lavoro)
- Riformare il sistema universitario per renderlo più coerente con i cambiamenti del mondo produttivo
CULTURA
- Promuovere una nuova cultura del lavoro basata su cura, relazione e ascolto
- Superare la logica delle sole “nozioni” a favore di capacità critiche e relazionali
- Valorizzare i talenti anche quando non sono consapevoli di esserlo
- Conciliare vita e lavoro come valore chiave per attrattività e benessere
- Spingere verso una cultura che non aspetti, ma formi dentro l’impresa
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Fasi di accelerazione dell'obiettivo aziendale:
FASE 1. OBIETTIVO/PROGETTO
(Identificare l'Obiettivo aziendale da accelerare, da piano strategico, piano industriale o Business Plan).
FASE 2. TEAM
(Definire e costruire il Team di progetto per l'accelerazione dell'obiettivo aziendale).
FASE 3. ROUND TABLE ANNUALE DI KICK OFF (RB/BB/AB)
(Realizzazione della Round Table annuale di Kick off per l'accelerazione dell'obiettivo aziendale).
FASE 4. APPROFONDIMENTI "ONE TO ONE"
- BUSINESS/PROJECT MATCH AD HOC (BB)
(Realizzazione di incontri one2one di approfondimento - lunch, dinner, caffè, web conference, organizzati ad hoc - tra l'azienda owner dell'obiettivo/progetto da accelerare e altri stakeholder, già presenti nella Round Table oppure non presenti, utili all'accelerazione dell'obiettivo aziendale, come per esempio: CEO, Manager, Istituzioni centrali, Istituzioni locali, Associazioni, Università, ecc).
- SHAKE HANDS NEI MEETING (BB)
(Realizzazione di incontri one2one di approfondimento, durante le Giornate Nazionali in calendario, tra l'azienda owner dell'obiettivo/progetto da accelerare e altri stakeholder presenti nelle Giornate Nazionali - come per esempio: CEO, Manager, Istituzioni centrali, Istituzioni locali, Associazioni, Università, ecc. - utili all'accelerazione dell'obiettivo aziendale).
FASE 5. GIORNATE NAZIONALI (BB/AB)
(Partecipazione dei Manager dell'Azienda owner dell'obiettivo/progetto da accelerare alle altre Giornate Nazionali in calendario, finalizzata: 1. alla prosecuzione dell'accelerazione dell'obiettivo/progetto in termini di shake hands, 2. alla diffusione della conoscenza dell'obiettivo/progetto aziendale, 3. alla realizzazione di uno speech di comunicazione del SAL e di ulteriore chiamata alla partecipazione al proprio obiettivo/progetto aziendale verso altri stakeholder; 4. ad obiettivi di formazione; 5. ad obiettivi di benchmarking e networking).
FASE 6. COMMUNICATION PLAN (RB/AB)
(Identificazione e realizzazione di un piano di accelerazione della conoscenza dell'obiettivo/progetto aziendale attraverso la programmazione di una serie di pubblicazioni e interviste social media, organizzate da Task Force Italia su indicazione dell'azienda).
FASE 7. AWARDS (RB/BB/AB)
(Partecipazione del CEO e dei Manager dell'azienda owner dell'obiettivo/progetto da accelerare alle giornate di Awards in calendario nel mese di novembre e dicembre, finalizzate: 1. alla premiazione dell'obiettivo/progetto; 2. alla realizzazione di uno speech di promozione del proprio obiettivo/progetto; 3. alla diffusione della conoscenza dell'obiettivo/progetto aziendale verso tutti gli stakeholder del network CEOforLIFE e Task Force Italia - Istituzioni, Media, Aziende, Associazioni, Mondo Giovanile, ecc. ; 4. all'amplificazione degli obiettivi di posizionamento e di reputation dell'azienda).
FASE 8. POSITION PAPER/ MANIFESTO NAZIONALE di ciascuna Task Force Nazionale (RB/AB)
(Inserimento e pubblicazione: 1. della descrizione dell'obiettivo/progetto aziendale da accelerare - obiettivo, call4ideas, give back - all'interno del Position Paper - Manifesto Nazionale inerente all'area tematica in cui insiste il obiettivo/progetto aziendale; 2. degli interventi/speech degli stakeholder aziendali intervenuti durante le Round Table delle Giornate Nazionali svolte; 3. elaborazione di sintesi delle analisi di scenario ("As is") e della proposte di intervento ("To be") emerse durante le giornate nazionali).
FASE 9. INSTITUTIONAL REPORT BACK (RB/BB/AB)
(Partecipazione del CEO e dei Manager dell'azienda owner dell'obiettivo/progetto da accelerare alla giornata di presentazione Istituzionale di Report Back che avverà il 9 dicembre 2025 presso Palazzo Montecitorio - Sala della Regina - alla presenza di Istituzioni, Media, Aziende, ecc).
Legenda:
(RB) = Reputation Booster
(BB) = Business Booster
(AB) = Awareness Booster
Dorna WSBK
“Sport e STEM: strategie per un mondo del lavoro gender equal e sostenibile".

Obiettivo del team di lavoro sarà favorire l’inserimento lavorativo delle donne nei settori industriali e professionali correlati al mondo dello sport, dell’ingegneria meccanica e componentistica del motore. I lavori si concentreranno sulle strategie per una collaborazione tra imprese, istituzioni e mondo associativo per avvicinare le figure femminili a queste professioni e ridurre il gender gap tradizionalmente osservato nelle professioni STEM. Tra gli addetti ai lavori, rappresentanti dei settori industria, consulenza, sport, sanità.
Stefano Pacchioli, COO – Executive Board Member, Dorna WSBK Dorna Italy Holding

David Bosser Wendt, Sporting Business Development Senior Manager, WorldSBK Sporting Dpt.

Daria Braga, Direttore, Fondazione Laures Italia ETS

Kristin Engvig, CEO, Win & Winconference

Raffaele Fusilli, Amministratore Delegato, Renault Italia

Silvia Gabbioneta, Country Inclusion & Diversity Manager, Nokia Italia

Alessandro Ladiana, Communication Manager &Employee Engagement Manager, TP Italia

Daniele Landi, Professore Associato, Università degli Studi di Bergamo

Renato Lastaria, General Manager, Bosch Italia

Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs, Intesa Sanpaolo

Stefano Pacchioli
- Favorire l’inserimento lavorativo delle donne nei settori industriali e STEM
- Promuovere collaborazione tra imprese, istituzioni e associazioni
- Contrastare il gender gap con azioni mirate nei percorsi formativi e professionali
David Bosser Wendt
- Lo sport come leva per aumentare visibilità e inclusività delle donne
- L’importanza di ispirare attraverso l’esempio e superare gli stereotipi
- Garantire un futuro professionale più accessibile nel settore sportivo
Silvia Gabbioneta
- Il futuro del lavoro è connesso alla tecnologia e alla sua evoluzione
- Mostrare esempi positivi per superare bias e barriere
- Lavorare sulla cultura aziendale per creare un contesto inclusivo
Daniele Landi
- L’università deve valorizzare tutte le abilità, non solo quelle accademiche
- Promuovere competenze trasversali, sostenibilità e crescita personale
- Favorire la motivazione per far emergere il meglio da ogni individuo
Daria Braga
- Lo sport ha il potere di cambiare la mentalità e costruire fiducia
- Gli allenatori hanno un ruolo fondamentale nella formazione
- Agire insieme come moltiplicatore di benefici e impatto sociale
Alessandro Ladiana
- La comunicazione è strategica per combattere il gender gap
- Serve un linguaggio più inclusivo, rispettoso di genere ed età
- Promuovere la condivisione di dati e pratiche tra aziende e istituzioni
Renato Lastaria
- Le donne non vengono scelte, pur avendo competenze adeguate
- Il conformismo blocca l’innovazione e il cambiamento culturale
- Valorizzare competenze per rompere stereotipi e creare nuovi modelli
Elisa Zambito Marsala
- Servono più competenze trasversali per accompagnare il cambiamento
- Ispirare ed educare la società per costruire un futuro più equo
- Ci vogliono 123 anni per colmare il gender gap: serve agire ora
Sintesi
La Round Table di Dorna è incentrata sulle strategie per un mondo del lavoro gender equal e sostenibile. Per questo David Bosser Wendt, Sporting Business Development Senior Manager di WorldSBK Sporting Dpt., ha parlato della presenza femminile nel mondo dello sport motoristico ancora limitata e ostacolata da stereotipi culturali e barriere strutturali. Nonostante il motociclismo sia uno dei pochi sport che consente la competizione mista tra uomini e donne, le opportunità concrete di carriera - in pista e fuori - restano scarse, e la visibilità mediatica delle atlete è spesso marginale.
Il campionato femminile WorldWCR, promosso da WorldSBK, rappresenta un esempio virtuoso di come lo sport possa farsi strumento di empowerment e cambiamento culturale. L’obiettivo è costruire un ambiente realmente inclusivo, valorizzare il talento femminile in ogni ruolo della filiera motoristica e ispirare una nuova generazione di giovani, offrendo modelli positivi, visibili e accessibili, capaci di abbattere stereotipi e generare impatto sociale duraturo.
Con Daria Braga, Direttore di Fondazione Laureus Italia ETS, ci si è addentrati nella realtà italiana: in molte aree del Paese, soprattutto quelle più fragili, lo sport è spesso una delle poche opportunità educative realmente accessibili, ma è ancora sottoutilizzato e poco strutturato. I contesti scolastici faticano a rispondere ai bisogni relazionali dei giovani, mentre mancano percorsi formativi adeguati per le figure educative nello sport.
Lo sport deve essere riconosciuto e potenziato come strumento educativo, inclusivo e trasformativo, soprattutto nei contesti più svantaggiati. Formare allenatori e istruttori come veri educatori, creare reti territoriali che integrino sport, scuola e comunità, e puntare sul ruolo positivo dei pari e dei ‘moltiplicatori di cambiamento’ sono azioni chiave per promuovere benessere e sviluppo nei giovani.
Nei percorsi STEM le ragazze sono ancora sotto-rappresentate nei STEM a causa di stereotipi culturali radicati che, fin dall’infanzia, orientano le loro scelte formative. Così Silvia Gabbioneta, Country Inclusion & Diversity Manager di Nokia Italia, che ha proseguito parlando delle aziende che, parallelamente, faticano a creare contesti inclusivi in grado di valorizzare pienamente il talento femminile anche nei percorsi di carriera.
Serve un’azione precoce e sistemica per abbattere gli stereotipi di genere, a partire dalle scuole primarie, e mostrare alle bambine modelli reali di donne in ruoli tecnici e scientifici. Al tempo stesso, è fondamentale che le aziende creino culture organizzative più eque e inclusive, dove le donne possano crescere e contribuire senza barriere invisibili.
Riguardo le discipline STEM, in Italia, persiste un forte divario di genere nelle discipline STEM, soprattutto nel Sud e tra le fasce più giovani: solo il 16,8% delle donne tra i 25 e i 34 anni si laurea in materie tecnico-scientifiche, e appena il 5% trova un’occupazione nei cinque anni successivi. Lo ha riportato Alessandro Ladiana, Communication Manager &Employee Engagement Manager di TP Italia, che ha riportato come le aziende faticano a intercettare questi talenti, spesso perché comunicano in modo inefficace il loro reale impegno su inclusione, flessibilità e opportunità di crescita.
Per superare il mismatch, è essenziale ripensare la comunicazione aziendale: partire dai dati, riconoscere le criticità e valorizzare i modelli positivi femminili esistenti. Bisogna agire precocemente, già nelle scuole elementari, con linguaggi inclusivi e testimonianze concrete, mostrando alle bambine che anche le STEM sono alla loro portata. Solo così la comunicazione diventa strumento di cambiamento reale.
Nel presente, le donne STEM affrontano ancora resistenze culturali e stereotipi radicati, come dimostra l’aneddoto condiviso da Renato Lastaria, General Manager di Bosch Italia: una donna competente in ingegneria costretta a giustificare il proprio ruolo tecnico ‘così almeno capiscono che so fare qualcosa’. L’inclusione nel mondo aziendale, anche nelle aziende più avanzate, è un percorso ancora parziale. Le barriere non sono solo professionali, ma spesso anche legate alla conciliazione tra vita e lavoro.
La direzione auspicata è quella di un’azienda tecnicamente inclusiva e culturalmente evoluta, in cui la valorizzazione delle competenze femminili in ambito STEM sia normale e visibile, fin dai percorsi scolastici. Il futuro passa da un lavoro sistematico: orientamento precoce nelle scuole, borse di studio, tirocini, mentoring, ambienti lavorativi flessibili e servizi concreti per la conciliazione. L’obiettivo è superare la fase ‘eccezionale’ della donna STEM, rendendola protagonista strutturale dell’innovazione industriale.
Per Daniele Landi, Professore Associato di Università degli Studi di Bergamo, l’università è ancora oggi percepita prevalentemente come un luogo di trasmissione di contenuti, non sempre capace di valorizzare la persona nella sua interezza. Il sistema accademico ha faticato ad adattarsi ai cambiamenti sociali e culturali, mantenendo modelli didattici rigidi, poco trasversali, ancora influenzati da stereotipi, anche nelle discipline STEM.
Il futuro dell’università sta nel diventare uno spazio di crescita personale, dove lo studente - e la studentessa - possano scoprire le proprie inclinazioni attraverso percorsi ibridi, multidisciplinari e sostenibili. L’ingegneria non è più solo tecnica: deve dialogare con economia, antropologia, comunicazione. L’università deve uscire dal concetto di trasmissione e imparare ad ‘allenare’ i talenti, facendoli uscire dalla zona di comfort e accompagnandoli nel loro percorso identitario e professionale.
Nel contesto attuale, nonostante l’accelerazione tecnologica e i progressi formativi, il gender gap rimane profondo: secondo il World Economic Forum ci vorranno ancora 123 anni per colmare il divario di genere se il ritmo attuale non cambia. L’Italia, come riportato da Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs di Intesa Sanpaolo, è solo al 14° posto in Europa per parità di genere. Esiste una forte disconnessione tra evoluzione economico-digitale e progresso culturale-sociale. Le barriere alla piena partecipazione femminile, soprattutto nel lavoro e nelle discipline STEM, sono culturali, strutturali e legate alla scarsa preparazione educativa sul tema, soprattutto nelle fasi precoci della crescita.
È necessario un cambio di paradigma: lavorare fin dall’infanzia su una formazione culturale paritaria, educando sia bambine che bambini alla condivisione delle responsabilità e all’abbattimento degli stereotipi di genere. Le aziende, la scuola, la famiglia e il sistema sportivo devono agire in sinergia per attivare vocazioni, ispirare attraverso modelli positivi, e favorire un ambiente inclusivo e sostenibile. L’educazione e lo sport diventano quindi leve strategiche per costruire una società più equa e un mondo del lavoro realmente accessibile a tutti.
Ha concluso la Round Table Stefano Pacchioli, COO – Executive Board Member di Dorna WSBK Dorna Italy Holding, parlando dell’esperienza maturata nel mondo dello sport professionistico ha mostrato quanto le competenze trasversali - umane, tecniche e comunicative - siano decisive per ottenere risultati concreti. Tuttavia, queste esperienze rimangono spesso frammentate, scollegate dal mondo accademico e aziendale. Esiste un potenziale inespresso nel valorizzare il lavoro in team, la didattica esperienziale e la cultura sportiva come strumenti educativi e formativi a tutti i livelli, ma manca una cornice comune e un piano d'azione integrato.
È necessario costruire progetti strutturati e interdisciplinari che colleghino università, aziende e sport. Occorre promuovere una didattica esperienziale fondata su obiettivi concreti e sfide reali, lavorando in team e comunicando i risultati all’esterno per generare impatto culturale e normativo. L'idea è creare team di progetto multidisciplinari che coinvolgano studenti, professori, tecnici, sportivi e manager aziendali su obiettivi comuni, partendo dalla scuola fino all’azienda, con lo sport come catalizzatore e piattaforma di visibilità.
PROGETTI
- Promuovere l’uso di linguaggio inclusivo all’interno delle aziende
- Riproposizione di best practices per favorire l’inclusione
- Creazione di progetti ed eventi congiunti per l’orientamento
- Attivare osservatori sul ruolo dello sport nello sviluppo delle soft skills
- Progetti capaci di emozionare e coinvolgere attivamente
LEGGI
- Snellire le procedure e la burocrazia per rendere il sistema più efficace
- Valorizzare le buone pratiche già esistenti
- Sostenere una normativa europea per ridurre il gender gap
- Norme a supporto dei giovani atleti, non solo per chi eccelle
CULTURA
- Lavorare con le scuole per integrare il pensiero computazionale
- Inserire le aziende nei percorsi educativi per rafforzare il legame scuola-lavoro
- Insegnare STEM attraverso il gioco, rendendole più attrattive
- Promuovere nuovi modelli educativi e metodologie innovative
- Offrire esempi e modelli ispirazionali che aiutino l’orientamento
- Implementare una didattica innovativa che coinvolga attivamente (es. workshop, sport)

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Fasi di accelerazione dell'obiettivo aziendale:
FASE 1. OBIETTIVO/PROGETTO
(Identificare l'Obiettivo aziendale da accelerare, da piano strategico, piano industriale o Business Plan).
FASE 2. TEAM
(Definire e costruire il Team di progetto per l'accelerazione dell'obiettivo aziendale).
FASE 3. ROUND TABLE ANNUALE DI KICK OFF (RB/BB/AB)
(Realizzazione della Round Table annuale di Kick off per l'accelerazione dell'obiettivo aziendale).
FASE 4. APPROFONDIMENTI "ONE TO ONE"
- BUSINESS/PROJECT MATCH AD HOC (BB)
(Realizzazione di incontri one2one di approfondimento - lunch, dinner, caffè, web conference, organizzati ad hoc - tra l'azienda owner dell'obiettivo/progetto da accelerare e altri stakeholder, già presenti nella Round Table oppure non presenti, utili all'accelerazione dell'obiettivo aziendale, come per esempio: CEO, Manager, Istituzioni centrali, Istituzioni locali, Associazioni, Università, ecc).
- SHAKE HANDS NEI MEETING (BB)
(Realizzazione di incontri one2one di approfondimento, durante le Giornate Nazionali in calendario, tra l'azienda owner dell'obiettivo/progetto da accelerare e altri stakeholder presenti nelle Giornate Nazionali - come per esempio: CEO, Manager, Istituzioni centrali, Istituzioni locali, Associazioni, Università, ecc. - utili all'accelerazione dell'obiettivo aziendale).
FASE 5. GIORNATE NAZIONALI (BB/AB)
(Partecipazione dei Manager dell'Azienda owner dell'obiettivo/progetto da accelerare alle altre Giornate Nazionali in calendario, finalizzata: 1. alla prosecuzione dell'accelerazione dell'obiettivo/progetto in termini di shake hands, 2. alla diffusione della conoscenza dell'obiettivo/progetto aziendale, 3. alla realizzazione di uno speech di comunicazione del SAL e di ulteriore chiamata alla partecipazione al proprio obiettivo/progetto aziendale verso altri stakeholder; 4. ad obiettivi di formazione; 5. ad obiettivi di benchmarking e networking).
FASE 6. COMMUNICATION PLAN (RB/AB)
(Identificazione e realizzazione di un piano di accelerazione della conoscenza dell'obiettivo/progetto aziendale attraverso la programmazione di una serie di pubblicazioni e interviste social media, organizzate da Task Force Italia su indicazione dell'azienda).
FASE 7. AWARDS (RB/BB/AB)
(Partecipazione del CEO e dei Manager dell'azienda owner dell'obiettivo/progetto da accelerare alle giornate di Awards in calendario nel mese di novembre e dicembre, finalizzate: 1. alla premiazione dell'obiettivo/progetto; 2. alla realizzazione di uno speech di promozione del proprio obiettivo/progetto; 3. alla diffusione della conoscenza dell'obiettivo/progetto aziendale verso tutti gli stakeholder del network CEOforLIFE e Task Force Italia - Istituzioni, Media, Aziende, Associazioni, Mondo Giovanile, ecc. ; 4. all'amplificazione degli obiettivi di posizionamento e di reputation dell'azienda).
FASE 8. POSITION PAPER/ MANIFESTO NAZIONALE di ciascuna Task Force Nazionale (RB/AB)
(Inserimento e pubblicazione: 1. della descrizione dell'obiettivo/progetto aziendale da accelerare - obiettivo, call4ideas, give back - all'interno del Position Paper - Manifesto Nazionale inerente all'area tematica in cui insiste il obiettivo/progetto aziendale; 2. degli interventi/speech degli stakeholder aziendali intervenuti durante le Round Table delle Giornate Nazionali svolte; 3. elaborazione di sintesi delle analisi di scenario ("As is") e della proposte di intervento ("To be") emerse durante le giornate nazionali).
FASE 9. INSTITUTIONAL REPORT BACK (RB/BB/AB)
(Partecipazione del CEO e dei Manager dell'azienda owner dell'obiettivo/progetto da accelerare alla giornata di presentazione Istituzionale di Report Back che avverà il 9 dicembre 2025 presso Palazzo Montecitorio - Sala della Regina - alla presenza di Istituzioni, Media, Aziende, ecc).
Legenda:
(RB) = Reputation Booster
(BB) = Business Booster
(AB) = Awareness Booster
AWARDS
Le giornate focalizzate al Social Impact con un’attenzione particolare ai temi del Futuro del Lavoro, Scuola, Università, Sport e Next Gen sono un’occasione unica per celebrare e riconoscere i successi delle imprese nel promuovere un cambiamento positivo nelle comunità in cui operano. Attraverso la condivisione delle migliori pratiche e l’ispirazione reciproca, queste giornate di premiazione incentivano un impegno ancora maggiore nel perseguire obiettivi di sviluppo sostenibile che contribuiscano al benessere delle comunità e alla costruzione di un futuro più equo e prospero per tutti.

Futuro del Lavoro, Scuola, Università, Sport e Next Gen
25 novembre 2025
CEOforLIFE ClubHouse – Roma
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